SERVIZIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

CEI e Comitato italiano paralimpico: insieme per diffondere sport e cultura paralimpica

Siglato martedì 11 marzo un protocollo d'intesa per la promozione dello sport per e con le persone con disabilità.
12 Marzo 2025

La Conferenza Episcopale Italiana e il CIP Comitato Italiano Paralimpico hanno siglato martedì 11 marzo presso la sede della CEI (Roma, Circonvallazione Aurelia, 50) il protocollo d'intesa per «la diffusione dello sport e della cultura paralimpica all'interno dei luoghi destinati alle attività ludico-ricreative e ludico-motorie», come oratori, parrocchie e centri di aggregazione ecclesiale.

L’intesa mira alla realizzazione di un programma di promozione dell’attività sportiva per le persone con disabilità, ispirato al principio del diritto allo sport per tutti e al contrasto a ogni forma di discriminazione legata a qualsiasi condizione di disabilità.

Attraverso l’attività motoria e sportiva, e apposite campagne di sensibilizzazione, si lavorerà per migliorare le condizioni di pari opportunità delle persone con disabilità, utilizzando lo sport come strumento di inclusione sociale e, allo stesso tempo, utile all’accrescimento personale, alla valorizzazione delle capacità e al rafforzamento dell’autostima.

Card. Mattteo Zuppi, presidente della CEI: «È importante e necessario pensarsi insieme: in questo senso, lo sport è uno strumento straordinario per favorire l’inclusione, formare e abbattere le barriere del pregiudizio. Con questa intesa vogliamo rafforzare l’opera che la Chiesa, attraverso gli oratori e le parrocchie, porta avanti a favore delle giovani generazioni, mettendo sempre al centro la persona».

Luca Pancalli, presidente del CIP: «Grazie a questo accordo avremo la possibilità di rendere ancora più capillare il nostro lavoro di promozione dello sport per tutti, in quegli straordinari luoghi di socialità e di incontro che sono le parrocchie e gli oratori. La speranza è quella di poter avviare allo sport tanti giovani con disabilità ma anche di creare comunità e favorire nuovi percorsi di integrazione».