SERVIZIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Rivista di Pastorale Liturgica

Liturgia e disabilità. Celebrare insieme
12 Febbraio 2025

Numero speciale 2023 | Pagine: 76

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Sintetizzato dall'editoriale di suor Veronica Donatello

Questo numero speciale di "Rivista di Pastorale Liturgica" raccoglie gli atti di un seminario di studi, organizzato dall’Ufficio Liturgico Nazionale e dal Servizio Nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della Conferenza Episcopale Italiana. Si è tenuto a Roma il 13 maggio 2022.

Si trattano qui le questioni normalmente già approfondite, relative all’Iniziazione Cristiana, ma che riallacciano la questione alla domanda fondamentale, relativa al linguaggio comune del rito, all’ars celebrandi a partire dal Nuovo Messale, strumento di comunione.

Il nostro percorso inizia da una preziosa meditazione di Sua Em.za Card. J. Tolentino de Mendonça, che ci aiuta a riscoprire la necessità della liturgia con la sua valenza polisemantica, che collega l’esperienza religiosa a quella ordinaria, uscendo finalmente da ogni secca intellettualistica.

La prof.ssa Morena Baldacci mostra come tutta la vita della Chiesa si possa rileggere come un atto comunicativo (nelle tensioni di proposta – trasmissione – missione) che accomuna quindi l’annuncio, la celebrazione e la fraternità. In questa ottica, la presenza di Persone con Disabilità (PcD) mostra senza dubbio che il corpo con le sue porte dei sensi è la dimensione in cui tutta la vita credente si svolge. Non si può ridurre la comunicazione e la partecipazione a puro atto verbale, ma dev’essere adattata alla capacità del soggetto e alla sua situazione personale, culturale ed ecclesiale.

Dopo queste relazioni di carattere più fondamentale, raccogliamo alcuni approfondimenti che hanno permesso nel seminario di lavoro di svolgere alcuni laboratori. In essi si è valorizzata l’intelligenza concreta che contraddistingue le persone con disabilità intellettiva, quella che è attiva in linguaggi che sollecitano in modo più integrale il corpo.

Esploreremo alcuni canali di relazione: la musica può diventare uno strumento che apre alla dimensione spirituale nei momenti di catechesi, perché può riuscire a coinvolgere le PcD, per il forte potenziale educativo e partecipativo che ha. Anche altri metodi comunicativi come la narrazione, la drammatizzazione della Parola, l’utilizzo delle nuove tecnologie che supportano chi non riesce a leggere ma ad ascoltare, possono facilitare tutto il potenziale evocativo della dimensione trascendente.

Alla fine del percorso, alcuni cantieri ci sono indicati. Questa pubblicazione vorrebbe coinvolgere le chiese locali e le comunità a offrire il loro indispensabile contributo.