Sarà nelle sale di tutta Italia dal 16 aprile, ma il film "Lo chiamava Rock & Roll" è stato già presentato in affollate anteprime in diverse città delle Marche. Del resto il regista della pellicola, Saverio Smeriglio, è di Ancona, e soprattutto il film, prodotto da Imago Animae con la coproduzione di Amaranta e Frame 24, è stato girato per la maggior parte proprio nel capoluogo marchigiano e a Cupra Marittima (AP), due città che hanno creduto molto nel progetto. Cupra Marittima, tra l’altro, è una città che si caratterizza anche per l’attenzione ai temi dell’accessibilità.
Scrive la testata "L'Ancora": «Ispirato alla storia vera di amicizia tra il regista marchigiano e uno degli attori protagonisti, il lungometraggio narra un viaggio intenso verso la libertà, la scoperta di sé e la rinascita. Un viaggio in cui la disabilità non è un limite, ma solo una parte dell’esperienza umana». Il film affronta infatti il tema della disabilità - utilizzando un attore con disabilità - senza che questo aspetto sia centrale, ricordandoci in filigrana che tale condizione può essere parte della vita di una persona, ma non la definisce.
Vedi il trailer del film:
"Lo chiamava Rock & Roll" è offerto in un'unica versione completamente sottotitolata. Il film è stato realizzato con il patrocinio, tra gli altri, di ENS (Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi ETS APS), Comitato Italiano Paralimpico, Federazione Ciclistica Italiana, ANMIL (Associazione Nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), INAIL, AISA (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche), COOSS MARCHE (Cooperativa Sociale per la cura, assistenza e la promozione dell’individuo), O.MA.R (Osservatorio Malattie Rare), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).