Sono cinquanta le lezioni che compongono il percorso “La Statale inclusiva: lezioni aperte sulla disabilità”, in programma dal 17 novembre al 5 dicembre 2025. Lezioni – non incontri, si badi bene – che, pur essendo aperte a tutti, rientrano a pieno titolo nei programmi accademici dell’anno 2025-2026 dell’Università degli Studi di Milano, "La Statale". Docenti di diversi corsi di laurea hanno accettato la sfida di declinare una lezione del proprio insegnamento su un argomento centrato sulla disabilità: diritti costituzionali, web accessibility, linguaggio inclusivo, sport paralimpico, fruibilità dei beni culturali, discriminazioni multiple, disabilità in medicina e nella letteratura, e molto altro.
L’iniziativa nasce in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, ed è promossa dalla delegata della rettrice alla Disabilità e ai DSA, Stefania Leone, in collaborazione con il COSP – Ufficio Servizi per Studenti con Disabilità, i docenti referenti di dipartimento, l’Osservatorio giuridico permanente sui diritti delle persone con disabilità Human Hall, e la Fondazione Diritti Umani.
«Abbiamo proposto a tutti i docenti – racconta la professoressa Leone – di pensare a una lezione del proprio insegnamento declinata su temi collegati alla disabilità. Ci hanno risposto in cinquanta». Stefania Leone, docente di Diritto costituzionale, terrà una lezione sulla partecipazione politica delle persone con disabilità. Ma le adesioni hanno superato le aspettative, coinvolgendo anche chi, “sulla carta”, poteva avere difficoltà a integrare il tema nei propri programmi.
«Ad esempio – spiega Leone – una docente di Didattica della matematica proporrà la lezione "‘Alla tua età, fai già il dottorato?’ Un percorso di successo in ambito STEM tra barriere architettoniche e culturali e stereotipi sulla disabilità". Non mancano anche esperienze interdisciplinari, come quella di una docente di Tecnologia e legislazione farmaceutiche che terrà una lezione con una collega di Psicologia per discutere di approccio in farmacia alle persone con disabilità e ai caregiver. L’unica indicazione che ho dato a tutti loro era che restasse una vera lezione universitaria: per il resto, libertà totale».
L’iniziativa de La Statale inclusiva nasce come una scommessa, ma il successo ottenuto finora lascia immaginare una replica negli anni futuri. «Sono davvero felice della risposta che ho avuto – continua la professoressa Leone –. Vogliamo accrescere la conoscenza su queste tematiche e diffondere sempre più una cultura dell’inclusione».
Inclusione, appunto. Una parola oggi centrale, ma non priva di sfumature. Chi si occupa di disabilità molto spesso sente che andrebbe superata. Il termine stesso può evocare l’idea di una maggioranza che “consente” la partecipazione di una minoranza. Papa Francesco, ad esempio, ha parlato di “appartenenza”. «Il linguaggio è in costante evoluzione – riflette Leone –. Siamo arrivati al concetto di inclusione passando da quello di integrazione. Per noi, inclusione non significa aprirsi a ciò che è diverso, ma riconoscere che siamo tutti diversi e che ciascuno deve poter vivere pienamente ogni dimensione della propria esperienza umana. Forse domani troveremo un termine migliore, ma oggi vogliamo dare senso e forza alla parola inclusione, così come la intendiamo».
Il 2 dicembre si terrà il seminario “Talenti e lavoro. Verso un consapevole percorso di inclusione delle persone con disabilità”, organizzato dalla Statale con il Servizio nazionale CEI per la Pastorale delle persone con Disabilità, l’Ufficio nazionale CEI per i problemi sociali e il lavoro e la Fondazione Diritti Umani. Leone lo ritiene «il culmine del percorso de La Statale inclusiva, che ci porta direttamente alla Giornata internazionale delle persone con disabilità». Il seminario è un’occasione per riflettere sul diritto al lavoro, tema cruciale per chi, dopo gli anni dell’università, si affaccia al mondo professionale. «L’iter scolastico, pur con le sue carenze, resta un percorso protetto – spiega la professoressa –. Tutto cambia quando un giovane entra nel mondo del lavoro. Vogliamo esserci, offrendo strumenti e riflessioni concrete».
Il seminario segna anche la nuova collaborazione con la CEI, che la docente definisce “promettente e stimolante”. «Abbiamo costruito una giornata ricca di spunti, che affianca valutazioni teoriche e aspetti pratici. Per questo ringrazio Giuseppe Arconzo, coordinatore dell’Osservatorio giuridico permanente Human Hall, e, per l’impegno quotidiano, tutto il Servizio Disabilità dell’Ateneo. Lavoro con persone di grandissima competenza – conclude –: senza di loro non andrei da nessuna parte».